Taeg: cos’è e come viene calcolato?

Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) conosciuto anche come Isc ovvero Indicatore sintetico di costo (formalizzata con deliberazione del CICR – Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio – n. 10688 del 4 marzo 2003, art. 9 comma 2), è un valore che viene espresso in percentuale e che serve per calcolare gli interessi di un prestito. Si calcola su base annua in relazione alla durata e alla periodicità delle rate di un finanziamento. Questo valore è stato introdotto dalla Direttiva europea 90/88/CEE.

Quali spese comprende?

Il TAEG indica a quanto ammontano gli interessi complessivi di un mutuo, di un prestito o di un finanziamento. A differenza del TAN, che è la percentuale di interessi pagati su ciascuna rata (mensile), il TAEG riguarda gli interessi complessivi pagati sul totale dell’importo. Capita spesso di non riuscire a quantificare la spesa esatta di un mutuo o un finanziamento, a causa del numero di rate e delle spese accessorie (amministrative e di istruttoria). Il TAEG è composto da tutti i costi dovuti per un mutuo o finanziamento, quindi comprende, in particolare:

  • Spese di mediazione creditizia
  • Imposta sostitutiva
  • Spese di istruttoria
  • La perizia del tecnico della banca
  • Costi periodici dell’incasso delle rate
  • Assicurazioni obbligatorie

Sono invece escluse le spese relative a: notaio, assicurazioni non obbligatorie, e altre spese.

Come si calcola il TAEG?

Per calcolare il TAEG bisogna conoscere le spese accessorie. Ma una volta raccolti i dati, come si calcola?

Di seguito la formula:

C0-S0=∑nk=1 (Rk+Sk)*(1+i)-k

In questa formula troviamo:

  • C0 – S0è l’importo realmente ottenuto in prestito. In particolare C0 è l’importo del finanziamento e S0 sono le spese iniziali;
  • Rk è la rata del mutuo
  • n è il numero complessivo di rate
  • Sk è l’ammontare delle spese periodiche
  • i è il TAEG dell’operazione

Quando il TAEG è conveniente?

Per capire quale TAEG è conveniente, bisogna fare un confronto fra prestiti di uguale durata, perché di fatto questo interesse è da considerarsi non sulla singola rata ma sull’intero importo e periodo di finanziamento. Non è detto quindi che un mutuo breve sia più “economico” poiché il TAEG peserà molto di più sulle rate mensili rispetto ad un mutuo più lungo. Allo stesso tempo, però, non necessariamente un finanziamento di lunga durata, e quindi in cui il TAEG è spalmato nel lungo periodo, automaticamente si deve considerare come vantaggioso. Il vantaggio si troverà solo se si otterrà un TAEG basso per un finanziamento breve.

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